Affreschi Cappella Paolina
Michelangelo Buonarroti
Palazzo Apostolico
La cappella dei Santi Pietro e Paolo, più conosciuta con il nome di cappella Paolina (dal nome di papa Paolo III che la fece progettare, costruire e affrescare), è una cappella del Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano. Attualmente, la cappella è chiusa al pubblico e al di fuori del percorso dei Musei Vaticani in quanto luogo di culto privato del papa.
Appena concluso
il lavoro al Giudizio
universale nella Cappella Sistina, Paolo III incaricò Michelangelo, ormai
ultrasessantenne, di decorare la cappella con affreschi, con storie dei primi
apostoli. L'artista lavorò all'opera lentamente, per quanto gli era possibile
tra acciacchi e impedimenti, mentre contemporaneamente lavorava alla tomba di Giulio II, terminata nel 1545. L'artista dipinse per la cappella
Paolina due affreschi: il primo raffigurante la Conversione di
Saulo, realizzato tra il 1542 e il 1545; il secondo la Crocifissione di
Pietro, realizzato tra il 1546 e il 1550.
La scelta dei soggetti rimandava duplicemente alla figura del committente, papa Paolo III: il nome del papa era simbolo della sua devozione verso san Paolo, mentre il suo ruolo di pontefice massimo rimandava a san Pietro.
L'affresco della conversione di Saulo stabiliva quindi un parallelismo tra l'elezione del papa ad opera del conclave e la chiamata di Saulo, avvenuta per l'intervento diretto di Cristo. A ciò si contrapponeva, con la crocifissione di san Pietro, l'immagine del martirio come conseguenza radicale della vita apostolica al servizio di Gesù.


Nessun commento:
Posta un commento