La Volta della Cappella Sistina
Con i suoi 800 metri quadrati di pittura "a buon
fresco", è il grande capolavoro di Michelangelo, uno dei cicli più
importanti della pittura mondiale. L’opera fu iniziata nel maggio del 1508,
subendo un’interruzione di circa un anno, dal settembre del 1510 all’agosto del
1511. La Cappella venne inaugurata solennemente da Giulio II il primo novembre
del 1512.
Le tre creazioni hanno inizio con il riquadro della "Separazione della luce dalle tenebre"
(Genesi 1,3-4), caratterizzato dalla figura del Creatore che, avvolto entro un
drappo rosa, occupa quasi tutto lo spazio a disposizione in uno scorcio
prospettico molto complesso. Il dipinto fu eseguito da Michelangelo in una sola
giornata di lavoro, secondo quanto hanno dimostrato i recenti studi effettuati
in seguito alla pulitura.
La "Creazione
degli astri e delle piante", scena divisa in due parti
asimmetriche, in ognuna delle quali compare la figura del Signore: a destra,
Egli è ripreso frontalmente, con un gesto che tutto sembra travolgere, mentre
crea i cerchi del sole splendente e della più pallida luna; a sinistra, con
ardita visione di spalle, Egli è raffigurato mentre dà origine al mondo delle
piante (Genesi 1,12-16).
Separazione della terra dalle acque
Il terzo riquadro è quello della "Separazione della terra dalle acque"
(Genesi 1,7-9), anch’esso di grande suggestione per una visione prospettica mai
tentata prima.
La famosissima "Creazione
di Adamo", composizione il cui fulcro, leggermente spostato a
sinistra, è costituito dalle due mani dei protagonisti appena scioltesi dalla
stretta. Splendido è il corpo di Adamo. La figura di Dio è avvolta da un drappo
di colore rosa e affiancata da angeli privi di ali e dall’espressione
stupefatta. È interessante notare come, in realtà, le due figure del Creatore e
di Adamo siano state ottenute da un medesimo cartone preparatorio quasi a
suffragare l’affermazione biblica secondo la quale "Iddio creò l’uomo a
sua immagine" (Genesi 1,27).
Creazione di Eva
Da notare come nel dipinto di Michelangelo la prima donna nasca
dalla viva roccia e non dalla costola di Adamo secondo il racconto biblico.
Peccato Originale
Il sesto comparto è occupato dal "Peccato Originale" (a sinistra) e dalla
"Cacciata dal Paradiso Terrestre" (a destra), episodi divisi
dall’albero del male sul cui tronco si avvolge il serpente e dietro cui spunta,
in alto, l’Arcangelo Gabriele. L’albero, in posizione leggermente asimmetrica
rispetto al centro della composizione, è cesura tra un paesaggio lussureggiante
e una natura arida, espressioni del diverso determinarsi della condizione
umana. Anche i corpi dei progenitori appaiono differenti dopo il peccato, quasi
invecchiati, a dimostrazione di come, per Michelangelo, l’aspetto fisico sia
anche espressione della spiritualità interiore.
Sacrificio di Noè
La settima scena, il "Sacrificio di Noè", riguarda il
ringraziamento del Patriarca al Signore dopo il diluvio. In primo piano,
l’offerta delle viscere di un ariete: "Poi Noè eresse un altare al
Signore, prese di ogni specie di animali puri e di ogni specie di uccelli puri
e li offrì in olocausto sull’altare" (Genesi 8,20).
Diluvio Universale
Il "Diluvio
Universale", nell’ottavo riquadro, è liberamente tratto dai capitoli 7
e 8 della Genesi. Presenta a destra una tenda sotto la quale si rifugiano
atterriti coloro che saranno vittime del diluvio; al centro, i pochi superstiti
vengono portati in salvo da Noè che, con una barca, li avvia verso l’arca,
simbolo della Chiesa, raffigurata in alto a sinistra. In primo piano, impostata
su una diagonale, è descritta la salvazione: dopo il diluvio ed il ritiro delle
acque, i superstiti approdano sulla terra trasportando con sé i pochi beni
materiali messi in salvo. La scena è popolata da ben 60 figure che si stagliano
su un fondo chiaro, in un paesaggio profondo. Fu probabilmente questo il primo
episodio ad essere stato eseguito da Michelangelo: da allora in avanti
l’artista preferirà immagini più grandi, con scorci sempre arditi e
compositivamente complessi. Uno scoppio avvenuto nel 1797 nel deposito delle
polveri di Castel Sant’Angelo, ha purtroppo fatto crollare una parte del cielo
dove, come dimostrano stampe cinquecentesche, era rappresentato un fulmine.
Ebbrezza di Noè
Segue, nel nono riquadro quello più vicino all’ingresso originario della Cappella, l’"Ebbrezza di Noè" (Genesi 9,20-23 ), che rappresenta la ripresa della vita e dell’attività agricola sulla terra. "Noè cominciò a fare l’agricoltore e piantò una vigna; ne bevve il vino, s’inebriò e dormiva ignudo in mezzo alla sua tenda. Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e corse fuori a dirlo ai suoi fratelli. Ma Sem e Jafet presero un mantello, se lo misero sulle spalle, e camminando all’indietro, coprirono le nudità del loro padre; e siccome avevano la faccia volta indietro non videro le sue nudità".
Nei quattro pennacchi angolari sono raffigurati episodi che alludono
alla salvazione del popolo d’Israele. Iniziando dalla parte dell’antico
ingresso si trovano:
Giuditta e Oloferne
, "Giuditta e Oloferne":
è qui illustrato il momento in cui la giovane fanciulla ebrea, fatto ubriacare
e ucciso il generale assiro Oloferne, che aveva avuto ordine dal re babilonese
Nabucodònosor di muoverecontro l’esercito israeliano, ne consegna la testa alla
sua ancella (Giuditta 13,8-10).
Davide e Golia
Il pennacchio con l’episodio di "Davide e Golia": durante la guerra tra Ebrei e Filistei, il giovane
Davide ebbe il coraggio di battersi contro il gigante Golia, che aveva giurato
che avrebbe ridotto il popolo ebraico in schiavitù, se fosse riuscito a
sconfiggere l’esercito giudeo (1 Samuele 17,41-51).
Serpente di bronzo
lLa "Punizione di Amàn",
episodio tratto dal libro di Ester, che ricorda la morte di un giovane visir di
nome Amàn; questi aveva fatto promulgare un editto contro gli Ebrei, in base al
quale chiunque non si fosse inchinato di fronte al re sarebbe stato ucciso. Ma
Ester, moglie di un re persiano, riuscì a far ritirare il decreto, salvando in
questo modo il popolo d’Israele, e a mandare a morte il visir Amàn. Le vele
sono sormontate da ignudi bronzei in pose simmetriche e da bucrani (teschi di buoi),
motivo ornamentale classico che allude ai rituali sacrificali.
Sibille e Profeti
Nella fascia esterna, seduti su possenti troni delimitati da
putti nudi monocromi su plinti, trovano posto le splendide figure dei sette Profeti biblici e delle cinque Sibille pagane:
hanno in comune l’aver preannunciato la venuta di Cristo. I vari personaggi
sono accompagnati, in secondo piano, da angeli o putti che ne sottolineano la
funzione. Ognuno è ripreso nell’atto di leggere un libro o srotolare una
pergamena, impegnato in uno straordinario sforzo spirituale e fisico al tempo
stesso. Tra le figure più belle la Sibilla Delfica, ed i profeti Ezechiele e
Giona: quest’ultimo è rappresentato accanto al pesce entro cui rimase per tre
giorni, lo stesso tempo di permanenza di Cristo nel sepolcro prima della
Resurrezione.
Zaccaria











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